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Blog Le Castella
Scoppia la polemica sull'autonomia PDF Stampa E-mail

Da qualche tempo,c’è qualcuno che a Le Castella,abbracciando il tema dell’Autonomia Amministrativa dal Comune di Isola di Capo Rizzuto,sembra titolato ha parlare,ha scrivere sui quotidiani ed apparire sulle TV locali,come se questo signore rappresentasse la totalità dei cittadini di Le Castella.Cosi non è,poichè anche nell’’ultima tornata elettorale per l’elezione del Sindaco,egli non ha ricevuto i consensi che probabilmente si aspettava,essendosi candidato come leader e Sindaco del movimento che rappresenta.

In politica e in democrazia ci hanno insegnato allorquando una linea politica è perdente il suo cosidetto leader dovrebbe dimettersi,aprendo cosi una discussione seria e pacata all‘interno del movimento, senza separazione ma interazione,non prevaricazione ma scambio continuo con gli altri soggetti politici e sociali e con le singole individualità ricche delle proprie esperienze e bisogni.L’autonomia è quindi una conquista graduale attraverso una pratica di relazioni con gli altri,ma che talvolta va aiutata anche con la fissazione di regole che ne favoriscono l’obiettivo.

E’ già difficile nelle condizioni attuali,portare avanti il discorso dell’Autonomia,specie con i provvedimenti ed i tagli del Governo Berlusconi in materia di riordino degli Enti locali,se poi a questo si aggiunge l’esclusione di una parte consistente dell’elettorato della frazione,noi pensiamo che il progetto dell’Autonomia non avrà futuro.

Leggendo sul Giornale il “ Quotidiano” della Calabria del 03 agosto 2008 “Le Castella bistrattata a firma di Brunetto Apicella, sembrerebbe dal sunto dell’articolo che la nostra frazione sia abbandonata da Dio e dal mondo. Da pochi mesi,dopo cinque anni di commissariamento straordinario,si è insediato una giunta eletta democraticamente dalla maggioranza dei cittadini di Isola di Capo Rizzuto è determinante per la vittoria è stato anche il contributo dato dalla Sinistra Arcobaleno e dal Partito Democratico della frazione di Le Castella.Contributo riconosciuto da tutte le forze politiche del cartello e particolarmente dal Sindaco Carolina Girasole,che fortemente ha voluto in seno alla sua giunta comunale i due attuali Assessori Avvocato Marcello Bombardieri e Guglielmino Liò espressione della frazione Castellese bistrattata.Ora noi siamo convinti e lo diciamo non da oggi che il Comune di Isola con le sue frazioni vive problemi strutturali non risolti per mancanza di una seria programmazione e pianificazione del suo vasto territorio.

Programmazione e sviluppo che,purtroppo oggi, non è pensabile che l’ Amministrazione Comunale possa risolvere,se non con l’avvio di una concertazione con le Istituzioni sia Provinciale e Regionali..

Con l’ente Provincia in questi mesi si è aperto un tavolo operativo che vede impegnato il Sindaco ed il Consigliere Sergio Arena,di questi giorni è l’incontro nella sede del Municipio di Isola con la Giunta Provinciale con il suo Presidente Sergio Iritale.

Con l’ente Regione,attraverso l’interessamento dell’assessore ai beni culturali Guglielmo Liò ,siamo entrati come Comune di Isola di Capo Rizzuto nell’APQ per un finanziamento a completamento del Parco Archeologico di Le Castella.Piccoli passi,ma che vanno nella direzione di creare i presupposti , che nei prossimi cinque anni,( tanto durerà questa Amministrazione) , Il Comune di Isola esca dall’isolamento istituzionale e dall’emergenza strutturale e diventi il Comune all’Eccellenza per il Turismo della Provincia di Crotone e della Calabria.

Per quanto riguarda il Consiglio di frazione,noi pensiamo che esso non diventi rivincita elettorale per le forze politiche usciti sconfitti nell’Aprile scorso.Siamo convinti che lo strumento del Consiglio di frazione cosi come è stato concepito dalla statuto è una scatola vuota che non incide sulla programmazione e sulle scelte decisionali dell’amministrazione Comunale.Pensiamo ad un Consiglio di Frazione che abbia un ruolo decisamente diverso,intanto partecipazione dei cittadini e non conflitto permanente,proposizione e risoluzione dei problemi,poteri decisionali e programmazione del nostro territorio attraverso una sinergia con la Giunta ed il Consiglio Comunale.

In questa direzione si sta muovendo l’Assessore Bombardieri con il Presidente del Consiglio e con il Sindaco.Certamente dopo la pausa estiva,preparata la nuova bozza di statuto,saranno chiamati a dare il loro contributo,i cittadini le associazioni di categoria ed i partiti politici ,

riconosciuti come organismi di democrazia e non uomini che prendono in mano simboli di partiti nelle tornate elettorali per poi sparire e non dare nessun contributo per la crescita e lo sviluppo del nostro territorio e della nostra Frazione.

Alfredo Scicchitano

Libera Associazione aderente alla Sinistra Europea

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Ultimo aggiornamento ( venerdì 15 agosto 2008 )
 
Problemi e ….sussidiarietà!!! PDF Stampa E-mail

E’ di pochi giorni fa il servizio televisivo di R.T.I. riguardante le condizioni ecologiche ed igieniche delle spiagge da Crotone a Le Castella.

Naturalmente come ben si sa richiedere questo genere d’interventi e come usare un coltello a doppia lama si colpisce ma, al tempo stesso, ci si ferisce più o meno gravemente.

Logicamente, ciò non toglie che se si è arrivati a tanto vuol dire che la situazione igienica di quel poco di spiaggia libera a disposizione della Frazione perdurava da tempo.Ma come ben sappiamo questo è solo uno dei problemi, mai risolti definitivamente, che affliggono, annualmente e puntualmente, questa località alle porte e oltre della stagione estiva, che si preannunciava già critica, da qualche anno a questa parte, dal punto di vista inflazionistico a livello nazionale e, a livello locale, per la crsi, l’inerzia ed il vuoto politico ed amministrativo di questo territorio del “profondo SUD” negli ultimi 5 anni, a parte una breve parentesi.

D’altronde tutto ciò si sapeva anche prima della campagna elettorale, ma si presupponeva che, in vista della stagione turistica, venissero date delle priorità ai servizi pubblici quali acqua, immondizia, spiagge, traffico, parcheggi.

Problemi atavici ma che, credo, con un po’ di volontà ed, in sinergia, con le popolazioni interessate si potrebbero risolvere, non del tutto, ma almeno in parte, alleviando i disagi di chi con i pochi euro messi da parte riesce ancora a farsi una piccola meritata vacanza.

Voglio comunque far presente, come già detto prima, che, non è solo per la carenza dei servizi ma soprattutto per i prezzi alti, che il turista non viene in vacanza qui in paese come nei villaggi.

Dobbiamo recuperare su tutto dalla credibilità all’immagine, dalla giustizia alla fiducia e dobbiamo farlo al massimo vista la crisi economica che l’Italia e non solo sta attraversando. Non dimentichiamo la nostra proverbiale e rinomata “cordialità” ed “accoglienza” propria di noi gente del Sud, che ultimamente sta andando scemando sempre più.

Siamo sempre più vicini al principio di "sussidiarietà".

La "sussidiarietà'', il principio secondo cui lo Stato deve intervenire solo dove e quando la famiglia e il mercato non riescono assolutamente a provvedere, è ormai entrato a pieno titolo nel diritto e va affermandosi in tutta la politica sociale della seconda repubblica: dalla previdenza alla sanità, dalla scuola all'assistenza sociale.Riconosciuto dal trattato dell'Unione Europea di Maastricht, riguarda i rapporti tra Stato e società. Esso é un fondamentale principio di libertà e di democrazia, cardine della nostra concezione dello Stato.

Esso si articola in tre livelli:

a) Non faccia lo Stato ciò che i cittadini possono fare da soli: le varie istituzioni statali devono creare le condizioni che permettano alla persona e alle aggregazioni sociali (famiglia, associazioni, gruppi, in una parola i cosiddetti "corpi intermedi") di agire liberamente e non devono sostituirsi ad essi nello svolgimento delle loro attività. Questo perché la persona e le altre componenti della società vengono "prima" dello Stato: l'uomo é principio, soggetto e fine della società e gli ordinamenti statali devono essere al suo servizio. Per questo motivo lo Stato deve fare in modo che i singoli e i gruppi possano impegnare la propria creatività, iniziativa e responsabilità, impostando ogni ambito della propria vita come meglio credono, risolvendo da soli i propri problemi. In questo modo, si uniscono insieme il massimo di libertà, di democrazia e di responsabilità, sia personale che collettiva.

b) Lo Stato deve intervenire (sussidiarietà deriva da subsidium, che vuol dire aiuto) solo quando i singoli e i gruppi che compongono la società non sono in grado di farcela da soli: questo intervento sarà temporaneo e durerà solamente per il tempo necessario a consentire ai corpi sociali di tornare ad essere indipendenti, recuperando le proprie autonome capacità originarie.

c) L'intervento sussidiario della mano pubblica deve comunque essere portato dal livello più vicino al cittadino: quindi in caso di necessità il primo ad agire sarà il comune. Solo se il comune non fosse in grado di risolvere il problema deve intervenire la provincia, quindi la regione, lo Stato centrale e infine l'Unione Europea. Questa gradualità di intervento garantisce efficacia ed efficienza, libera lo Stato da un sovraccarico di compiti e consente al cittadino di controllare nel modo più diretto possibile. Applicando questo principio, lo Stato si mette davvero al servizio dei cittadini, aiutando la formazione di un cittadino attivo e autonomo, che non sia un suddito passivo e sempre bisognoso di assistenza.

Secondo questo principio sembrerebbe tutto facilmente attuabile e risolvibile, se non fosse che in questo nostro territorio la parola e il concetto di “sussidiarietà” viene tradotto in “interesse personale”.

Castiglione A.F. 

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Lamentele PDF Stampa E-mail
Salve,
sono un cittadino cosentino, è da diversi anni che vengo a Le Castella, e ieri si è verificata una situazione alla quale non avevo mai assisto, il corso pieno di gente e le macchine che percorrevano il tracciato con l’acceleratore un po’ spinto e stereo a tutto volume. Amo Le Castella e dico sinceramente che mi dispiace dover mettere in evidenza tale episodio, ma ho una famiglia con 2 bambini e almeno sul corso mi piacerebbe poter camminare serenamente. E' davvero impensabile che un tratto di strada così bello e ricco di negozi sia aperto alle auto, e la gente deve dimenarsi tra un marciapiede e l’altro.
Sono 4 anni che sento sempre che tutti vogliono migliorare il paese, ma ogni anno vi trovo peggio e ne è la conferma il corso aperto e il castello chiuso in prima serata. A mio modo di vedere almeno il corso meriterebbe una chiusura totale 24 ore, con dei permessi solo per chi deve scaricare merce ai negozi.
Ora vorrei sapere da qualcuno che ne sa più di me…
Il corso resterà aperto???
Se verrà chiuso quando si partirà???
Ho sentito dire che molti commercianti vorrebbero il corso aperto, per me è una pazzia a cui stento a crederci, non penso che i commercianti di Le Castella si tirino la zappa sui piedi.

B.T

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Riunione coi cittadini per la viabilità PDF Stampa E-mail
Nella giornata di giovedi 26 giugno, si è svolta presso la sala congressi della chiesa di Le Castella una riunione tra i vertici comunali e i commercianti di Le Castella, per discutere della viabilità estiva per i mesi di luglio e agosto. Purtroppo parte dei commercianti era assente alla riunione e altri invece hanno dimostrato di non saper reggere un tranquillo confronto, e sono scappati via dopo aver urlato il loro pensiero.
Da sottolineare il grande gesto di quest’amministrazione, di questo problema ne avrebbero potuto tranquillamente parlare in giunta, invece hanno deciso per un confronto con i cittadini, a mio modo vedere una scelta sbagliata, perché da noi ancora non si ha la cultura per fare dei pacifici confronti. L’inciviltà continua a far da padrona nella mentalità di noi castellesi, e cosi è quasi impossibile trovare una soluzione comune, che metta tutti d’accordo. Purtroppo a Le Castella dei sette vizi capitali se ne conosce solo uno, l’invidia, che è desiderio malsano verso chi possiede qualità, beni o situazioni migliori delle proprie. Sono stati tanti i battibecchi che hanno animato la riunione, qualcuno addirittura chiedeva che il corso fosse riaperto, voi pensate il corso durante l’estate, a malapena si riesce a camminare a piedi, vogliamo farci passare anche le macchine? Bene facciamole passare cosi la gente dopo la prima passeggiata sul corso sicuramente non si farà la seconda. In
tanti invece non era d’accordo sugli orari e sulle zone di chiusura, logicamente per interessi personali. Ho apprezzato molto l’intervento di L.A che ha affermato che lui ha una attività alberghiera in un vico praticamente sconosciuto e pure è riuscito a crearsi un nome, mentre altri situati in punti “di spicco” non riescono ad andare avanti, quindi non diamo la colpa ai paletti o al comune se non si riesce a lavorare. Alcuni hanno addirittura chiesto che i negozianti dovrebbero togliere la merce esposta sui marciapiedi, da sempre caratteristica del corso di Le Castella, che lo rende quasi una sorta di mercatino. Altro intervento importante è stato quello di Alessio Lanatà, presidente della confcommercio di Le Castella, che ha sottolineato l’importanza di aggiungere sensi unici in strade pericolose, e di valorizzare via del lupo. Altro punto affrontato è quello di via porto, che nelle sere d’estate ospita il “mercatino”, e quindi sempre pieno di gente, e anche per questa via è
stata giustamente chiesta la chiusura. Si è discusso poi di Punta Cannone qualcuna chiedeva di riaprire l’area e adibirla a parcheggio gratuito, la risposta la da l’assessore Liò, sottolineando che quell’area è stata giustamente chiusa dalla vecchia amministrazione in quanto veniva sempre occupata dagli zingari, e aggiungendo che per questa zona ci sono in corso dei progetti importanti, si parla di un anfiteatro. L’assessore Bombardieri rispondendo alle molte critiche ai vigili urbani, spesso assenti a Le Castella, ha affermato che purtroppo c’è una carenza di personale nel settore.
In conclusione la proposta che gli assessori Liò,Bruno,Bombardieri e Battigaglia porteranno in giunta è quella della chiusura del corso dalle 18.00 e la chiusura totale del paese dalle 21.00, sicuramente la decisione più giusta e credo che la giunta approverà senza problemi


Franco Antonio

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Ultimo aggiornamento ( venerdì 27 giugno 2008 )
 
Festa patronale - Quale verità? PDF Stampa E-mail

Il tam tam innescato in questi giorni sulla questione della festa patronale di Le Castella sembra non trovare riposo. Non credo sia giusto quando si dice che “passato il Santo passata la festa”, anzi, dico, il ferro va battuto quando è caldo. È inutile nascondersi, mandare a dire, pubblicare, rispondere alle pubblicazioni, ribadire sul forum etc. bisogna che tutti assumano un atto di responsabilità sulla problematica della festa patronale. Quando la questione feste patronali a distanza di anni sembra non essere un caso chiuso o metabolizzato significa che il problema non è mai stato risolto a chiare lettere e gli interventi sul blog di Le Castella ne è una prova palese. Significa che il percorso intrapreso dai parroci necessita di nuove forme di comunicazione con il popolo di Dio. Il cammino è sempre tortuoso e la gente deve crescere nella fede. Non mi è piaciuto questo batti e ribatti sulla stampa in questo periodo, mette in evidenza effettivamente quanto sia forte la rottura sulla festa patronale. Il problema festa è un problema di Castella di tutta la comunità Cristiana ma anche di coloro che non frequentano. A tal proposito vorrei intervenire su delle dichiarazioni rese sulla stampa (vedi “Il Crotonese” n.46 del 6-9 giugno 2008) CELEBRAZIONE DI LE CASTELLA UN MODELLO DI FESTA CRISTIANA ove si legge:

“La descrizione della festa a Le Castella, fatta dal Consiglio Pastorale della nostra parrocchia, corrisponde a verità (omissis)….…………..

A proposito della descrizione fatta dal C.P. sulla celebrazione sia religiosa che culturale delle feste patronali nulla da eccepire. Mi preme solo ricordare a tutta la comunità che questo processo di rinnovamento e di cambiamento era stato già innescato nell’ultimo periodo in cui padre Severino Consolaro guidava la nostra comunità. Meno sprechi, via i cantanti che costavano cifre da capogiro, largo a iniziative culturali, giovanili e scolastiche etc. Questo cambiamento, sicuramente lento, aveva visto anche l’impegno di Don Armando Sarrigu ed è continuata  nel breve periodo in cui padre Salvatore Pisanu venne a coprire la sede vacante. Quindi nulla di nuovo nell’aria. Ma sulla questione della preparazione alla festa e organizzazione di iniziative culturali o di animazione per i ragazzi a memoria sono state sempre fatte. La riduzione graduale di serate sfarzose ci sono state, a memoria di Castellesi basta ricordare le esilaranti gag comiche di Guglielmo Liò e Tarcisio Mercuio, i balletti delle ragazze o le manifestazioni scolastiche etc.

L’articolo prosegue dicendo “……………….“Dopo tanti anni di fatica questo giudizio noi lo attendiamo con gioia (e a questo punto provvederemo a richiederlo formalmente al nostro pastore, l’Arcivescovo di Crotone S. Severina), per la consapevolezza che abbiamo d’essere sulla via di Dio, tracciata da lunghi anni di Magistero ecclesiale, non solo locale, ma regionale e universale. Resta chiaro che solo l’intelligenza illuminata dal Vangelo (che si esprime un intervento autorevole del Vescovo  nella Chiesa diocesana, cui obbediremo filialmente senza alcuna riserva) può dare questo giudizio secondo verità appunto secondo la verità del Vangelo.

 

Personalmente credo che i Parroci in una comunità hanno il compito di guidare il popolo di Dio verso la salvezza, in un cammino comunitario che ponga la centralità di Cristo. Il cammino del popolo di Dio è sempre tortuoso, quindi è il caso o di perseverare e aprirsi ad un dialogo e ad una crescita comunitaria, che non ponga le basi “o dentro o fuori”, ma aprirsi ad una crescita che sia di confronto, di stimoli nuovi, di un coinvolgimento che si apra all’ascolto, proprio di coloro che sono fuori, così come lo è una comunità missionaria, oppure in alternativa si può anche abdicare. Sicuramente quest’ultima è un’azione che non vuol mandare in aria anni di lavoro, ma significa anche dare un’alternanza che ponga la gente in una condizione di confronto e di meditazione. Una nuova guida potrebbe giovare a tutta la comunità perché fa parte del confronto e anche della crescita del popolo di Dio. Credo che al contrario l’accanimento “terapeutico” potrebbe essere indice di imposizione e ciò non va bene, in fondo credo che se si è predicato nella verità, la stessa troverà la luce ed è probabile che uno non raccolga quello che ha seminato.

Ritengo sia giusto quando si dice che il pastore, cioè l’Arcivescovo di Crotone debba suggellare la festa. L’intervento autorevole del Vescovo metterà fine a questa diatriba. A quel punto dovremmo tutti inchinarci all’indirizzo che il Pastore ci indicherà, così come richiesto dai parroci.

Sicuramente sarà interessante sapere da parte del Vescovo, prima di affermare che la festa patronale di Le Castella è dedicata alla Visitazione della B.V.M., identificata nella figura dell’icona di N.S. di Guadalupe, quali sono gli aspetti profani o antireligiosi che la festa dei SS. Patroni Giuseppe e Antonio hanno prodotto nella nostra comunità in quasi cento anni di storia. Nell’intervento dei parroci si parla di verità del Vangelo. Allora mi chiedo: “perché tutti i sacerdoti che hanno guidato questa comunità non hanno posto il problema della vera identità della festa patronale di Le Castella?” Quello che ci hanno insegnato quello che accomunava i due Santi è la figura di Gesù fanciullo, portato in braccio, cioè indicavano insieme la stessa strada, quella del Vangelo, della Parola. A questo c’è da ricordare il Reverendissimo Mons. Agostino, vescovo di Crotone per quasi 25 anni, il quale molte volte ci ha onorato della sua presenza durante le feste patronali, (coincidevano con le

Cresime) però non ricordo parole di disappunto nelle sue omelie circa le festività, anzi al contrario ne esaltava la figura dei due Santi.

Il problema ancora persiste perché credo che non si sia tenuto conto della tradizione popolare, non si sia indagato fino in fondo di quali fossero le cause che hanno determinato due festività già calendarialmente stabilite per poter essere festeggiate con tali modalità e anche perché tanta gente non si identifica nella figura mariana posta in essere, non entra nella cultura di questo popolo, non entra nella storia di questo popolo è solo frutto della forte devozione che i due parroci nutrono nei confronti di questa Santa figura.

Allora a questo punto auspico che il Vescovo prima di suggellare la festività cosi come richiesta dai parroci, chiarisca realmente cosa ci hanno predicato nel passato, perché a questo punto abbiamo bisogno di capire se chi ci ha preceduto ha raccontato delle storielle e non delle verità secondo il Vangelo e quindi bisogna riconoscere che si è sbagliato, se errore c’è stato.

 

Pippo Marra

 

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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 18 giugno 2008 )
 
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