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Il Muretto
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Commenti (148)
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11. 06-11-2009 15:46
 
Non si placano le polemiche sul Crocefis
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/No-al-Crocefisso-molti-sindaci-si-ribellano_3954972408.html 
Non si placano le polemiche 
No al Crocefisso, molti sindaci si ribellano. 
ultimo aggiornamento: 05 novembre, ore 16:58 
Roma - (Adnkronos/Ign) - Primi cittadini in campo contro la sentenza di Strasburgo, Lega in prima fila: ''Uno schiaffo alla nostra identità''. L'ira del ministro della Difesa (VIDEO). Bertone: ''L'Europa toglie i simboli importanti e lascia le zucche''. FORUM 
Roma, 5 nov. (Adnkronos/Ign) - Non si placano le polemiche dopo la sentenza della Corte di Strasburgo sul Crocefisso in classe e in campo scende anche il Belpaese a difendere a spada tratta il simbolo della cristianità. 
Paladino di questa nuova battaglia è soprattutto il Nord dove numerosi sindaci si sono mossi con le più svariate iniziative. 
Vicenza: ''Qualcuno crede di togliere i crocefissi dalle aule scolastiche e dagli edifici pubblici? A Vicenza ciò non avverrà - avverte il sindaco Achille Variati - quanto meno perché il governo ha già annunciato un ricorso e noi non intendiamo consentire alcuna azione fino a che tutti i procedimenti non saranno giunti a termine''. 
Montecchio, provincia di Vicenza: l'amministrazione comunale ha voluto manifestare il proprio dissenso contro Strasburgo esponendo un grande Crocefisso all'entrata del comune. 
Sassuolo, provincia di Modena: il sindaco ha deciso di comprarne ben cinquanta di crocefissi per distribuirli alle scuole. 
Ardea: vicino alla capitale il primo cittadino ne ha acquistati diversi da donare a tutti gli edifici scolastici del territorio. 
Trieste: non meno determinato il sindaco Roberto Dipiazza, che mette in chiaro: ''Fintanto che rimarrò sindaco di Trieste nessun Crocefisso verrà rimosso da alcuna scuola comunale, tantomeno dagli uffici municipali''. 
Grosseto: un'ordinanza del sindaco Maurizio Bizzarri, del Pd, prevede cinquecento euro di multa a chi prova a togliere i crocefissi dalle aule. 
Assisi: nella terra di San Francesco il primo cittadino negli edifici pubblici vuole anche il presepe. 
Fano: nel comune pesarese, roccaforte del centrosinistra, la Lega Nord ha annunciato una raccolta di firme ''per contestare la decisione''. Proprio a Fano, ad opera di un leghista, è apparsa una Croce incatenata a una ringhiera con il cartello ''i nostri simboli non si toccano''. 
Salerno: il Consiglio provinciale questa mattina ha ribadito l'importanza dell'esposizione del Crocefisso, impegnandosi a conservare in tutti gli uffici il simbolo religioso del Cattolicesimo e provvedendo alla dotazione per gli ambienti che ne sono sprovvisti. 
In prima fila in questa campagna di boicottaggio della sentenza europea c'è la Lega Nord. Per Mauro Manfredini, capogruppo regionale e comunale a Modena del Carroccio, la sentenza di Strasburgo è ''uno schiaffo alla nostra identità''. 
''Nessuno si azzardi a toglierlo'' il Crocefisso, tuona Massimo Bitonci, sindaco di Cittadella (Pd), ''via semmai la bandiera europea'' dice Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso. E a Busto Arsizio, sul palazzo municipale, la bandiera dell'Ue già sventola a mezz'asta. 
Intanto il vicepresidente del Pdl in Regione Lombardia, Roberto Alboni, ha lanciato la proposta di ''una raccolta firme per chiedere l'indizione di un referendum contro la sentenza della Corte europea''.
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12. 05-11-2009 16:13
 
Non si placano le polemiche sul Crocefis
Costituzione italiana: questa è la soluzione. Penso che sfogliare ogni tanto la nostra costituzione non faccia poi cosi schifo, visto che essa rappresenta la fonte sulle fonti, il dominus sotto al quale ci sta una enorme produzione di leggi( giuste o sbagliate che siano). Innanzitutto l' art. 8 afferma che "tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.Le confessioni religiose diverse da quella cattolica hanno diritto"(non il dovere) "di organizzarsi secondo i propri statuti [U]in quanto non contrastino con l' ordinamento giuridico italiano[/U2". Questo secondo la mia, forse, irrilevante opinione significa che, le confessioni essendo tutte libere nessuna debba contrastare o minimamente prevalere sulle altre; per il resto l' Italia consente, in linea con i dettami costituzionali di organizzarsi come meglio credono.E gia qui io ho qualcosa da ridire: forse noi proponiano ricorso al giudice quando per strada incontriamo quelle donne che per fede alla propria religione vanno in giro col volto coperto?!Eppure qualcosa dovremmo fare visto che "sarebbe" vietato andare in giro celando la propria identità, ma d' altronde è la loro fede e noi siamo tolleranti......Poi c'è l'art. 19 che per me rappresenta la chiave di volta: in esso si afferma che " tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma(...) di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purchè non si tratti di riti contrari al buon costume". Questo c'è scritto e dovremmo prenderlo alla lettera. Il crocifisso non rappresenta assolutamente offesa ne al buon costume ne alle altre confessioni, perciò lo possiamo esporre come meglio crediamo: portarlo la collo dipinto su un muretto appeso in un locale pubblico e sopprattutto appeso nelle aule di scuola dove veniamo educati. Spero che non ci faremo "scavalcare" da questa sentenza, anzi spero proprio che il governo non la prenda in considerazione: visto che la Corte europea ha gia condannato l' Italia per altre disobbedienze ( e ben più gravi di questo) allora facciamoci condannare anche per aver tenuto il crocifisso appeso nelle aule.
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Pinka
13. 04-11-2009 03:50
 
No al crocefisso in classe.
La Corte di Strasburgo dice no al crocefisso in classe. Il Vaticano: "E' una decisione sbagliata" 
Strasburgo - (Adnkronos) - Il Tribunale europeo per i diritti dell'uomo dà ragione al ricorso presentato da un'italiana di origine finlandese (VIDEO). Il governo annuncia ricorso. Gelmini: "Non si cancellano le tradizioni". Bersani: "Simbolo che non offende nessuno," La Santa Sede parla di scelta miope e di decisione che suscita amarezza e non poche perplessità 
Strasburgo, 3 nov. (Adnkronos) - No al crocifisso nelle aule scolastiche. La Corte europea dei diritti dell'uomo con sede a Strasburgo, esaminando il ricorso presentato dalla signora Soile Lautsi, di Abano Teme, ha stabilito che l'esposizione del crocifisso in classe "e' contraria al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla liberta' di religione".
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14. 22-10-2009 07:12
 
grazie pinka
grazie pinka sono contento che il video ti è piaciuto spero possa essere utile al nostro paese... :) :) :)
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15. 21-10-2009 20:52
 
grazie pinka
Ancora una volta LukyM! Voglio solo confermare la mia idea: a Le Castella c' è gente inventiva e che ha voglia di fare e Luca ne è un esempio. Ho visto il video su youtube e mi è piaciuto. Ci tengo a dirlo perchè fortunatamente sto avendo modo di conoscere il resto dello Stivale e noto che chiunque tende a valorizzare come meglio può il proprio territorio pur essendo questo nulla di eccezionale. Il periodo che la nostra terra sta vivendo non è dei migliori e, mi riferisco alle navi veleno alla malasanità e a tutto il resto che sfortunatamente la maggiorparte delle volte ci rappresenta oltre i nostri confini...Le Castella per me è un gioiellino, una perla da curare ma soprattutto da valorizzare: spero che presto conquisti quell autonomia tanto desiderata.
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Pinka
16. 07-10-2009 05:29
 
Ari... esprimetevi. Ma dubito che ci riu
http://www.ilcrotonese.it/notizia.asp?IDNotizia=16715&IDCategoria=1 
Quelle scene da circo Barnum 
martedì 6 ottobre 2009 
“Nella prosperità giungerà il distruttore” (Giobbe 15,21). Sembra quasi la profezia della storia recente di Crotone. Un settantennio d’industria chimica e metallurgica con la sua scia di benessere economico, di welfare a gogò (case popolari, dopolavori, bocciofile, ecc.), di speculazione edilizia, di una dolce vita tra cure termali e viaggi nell’Eden moscovita che non lasciava presagire la serpe che crescevamo in petto. O meglio: lo sapevamo, ma non volevamo vedere. Poi un bel giorno ritorni a casa dall’ultimo viaggio premio, e trovi che il tuo benefattore è scappato con i gioielli di famiglia e che la casa che ti aveva ‘regalato’ non era fatta di marzapane e cioccolato. 
Ecco, la manifestazione di sabato scorso indetta da istituzioni, sindacati, associazioni e tutto il cucuzzaro, al di là della solita fiera di vanità e di ipocrisie, è stata una specie di ‘urlo’ di Munch allo specchio; un gridare, un protestare contro se stessi come quando finalmente, nell’infinita prostrazione e dolore, piangiamo a calde lacrime e ci battiamo la faccia dicendoci di quanto siamo stati fessi. 
Alle 10.00 i vari tronconi dei manifestanti erano alle griglie di partenza con i motori già caldi tra lo stadio e le giostrine più avanti, e occupava una sola corsia. L’altra colonna, proveniente dalle fabbriche dismesse, aspettava prima del rondò, in piazza Corrado, col suo trattore e relativo trasporto in testa. I cortei, coloratissimi e vivacissimi nelle varie realizzazioni costumistiche, a un primo colpo d’occhio davano più l’idea di una festa carnascialesca che di una vibrata protesta. Il malumore regnava solo sulla tolda di comando, dove si battibeccava su chi dovesse guidare la passerella velinara: prima i sindacati o prima i bambini? Qualche mediatore di buona volontà sbraitava invitando alla concordia e all’unità, lungi dall’immaginare ciò che sarebbe successo dopo. Soprattutto stigmatizzava il solito malcostume di noi crotonesi: certe cose si possono vedere, sentire, ma non scrivere. Proprio quello che è successo in oltre mezzo secolo di storia industriale, prima che fosse scoperchiata la ‘black mountain’.  
C’erano i genitori con i figli e gli insegnanti con le loro scolaresche; c’erano i gonfaloni dei Comuni e i sindaci con le fasce tricolori; c’erano le autorità istituzionali ed ecclesiastiche del Comune capoluogo; c’erano le associazioni a vario titolo costituite e i sindacati; e c’era pure la Polizia di Stato con le sue bandiere che alla Questura si sente sfrigolare il fondo schiena come una seppia sulla brace. C’erano tutti, meno uno che avesse ben chiaro quello che si dovesse fare. Una cosa riuscita è stato il lunghissimo ‘striscia lo striscione’ dove si è potuto leggere: ‘I metalli pesanti ci fanno fuori tutti quanti’; ‘In principio lDio creò a terra… e mò simu tutti imbilenati’; ‘A nord la Tav, al sud i Tav… uti’; ‘Solo un coglione dice sì a Giammiglione’; ‘Basta velEni’; ‘Non facciamoci rifiutare’; ‘Siamo morti ke camminiamo’, eccetera. 
Quando il corteo ha cominciato a muoversi ed ha incontrato la fila davanti al botteghino dello stadio, una voce ha gridato: “Vergogna! Invece di pensare al Crotone, pensate a Crotone”; e un’altra, che sicuramente se l’era preparata per la prima occasione buona: “Invece delle veline del Biscione, preoccupatevi dei veleni di Crotone”. Alquanto criptico, ma la rima c’era. Dietro a una safety car che mandava nell’aria composti messaggi di adesione alla protesta, il carrozzone retrò – con qualche cappello rasta e novelli barbudos e descamisados - tirato dal trattore inquinava l’aria coi decibel delle sue casse e delle ugole dei suoi agit-prop che strillavano: “Crotonesi, svegliatevi!” e “Ripuliamo questa cazzo di città”. Il riferimento non era solo all’immondizia ‘materiale’, ma anche a quella politica. Un altro revival è stata la sosta all’incrocio con viale Mazzini, dove i trattoristi hanno improvvisato un sit-in seduti in terra davanti al Tribunale, come gli indiani metropolitani dei mitici anni ’70. 
Quello che è stato inscenato dopo, una volta giunti in piazza della Resistenza, è stato uno spettacolo grottesco che dà la cifra di quello che si possa fare a questo popolo a man salva. La manifestazione prenominata ‘unitaria’ si è spezzata in due, con due palchi e due uditori: uno nella piazza e l’altro in via Roma. Un controfestival, quello del trattore-carrozzone, che ha voluto porsi come uno spazio libero per quanti volessero dire la loro. Un controcanto, insomma, alle dichiarazioni dell’intellighenzia ufficiale. La gente non sapeva come spartirsi tra il ‘restiamo uniti’ degli uni e il ‘no alla politica’ degli altri. Tanto che alle 11.15 la rappresentanza istituzionale aveva terminato le sue arringhe, prima ancora che la coda del corteo giungesse al centro, lasciando un pubblico stordito che continuava a stazionare nella piazza. Da qui in poi è cominciata una manifestazione fai-da-te che ne ha viste di tutti i colori. Sopra le teste della gente che pareva chiedersi ‘e mò?’, il primo che si è impadronito del microfono ha gridato: “Ve lo state chiedendo come mai, dopo che hanno chiuso i lavori, noi continuiamo a restare in piazza?”. E il solito burlone cinico e privo di coscienza civica, data un’occhiata all’orologio sopra il palazzo del Comune, ha commentato: “Pirchì unnè ancora l’ura d’ì vrasciòli”. 
Sono echeggiate nella piazza parole indignate di madri, di padri, d’incazzati…; ma anche di prefiche che si scalmanavano con acuti da brivido come se vedessero, lì, proprio in quel momento, l’agghiacciante spettacolo delle spade di Erode all’opera. Quindi la passerella di proposte di mobilitazione da attuarsi immantinentemente. 
Allora abbiamo visto la prima invasata salire sul palco - ormai preda di avventizi e barricadieri - che dice di voler fare lo sciopero della fame e della sete da lì all’infinito; poi è stata la volta di quello che ha invitato tutti ad andare sulla 106, per occuparla; più avanti una donna, non si sa bene se insegnante o genitrice, ha lanciato l’idea di non portare il lunedì mattina i ragazzi a scuola, ma in quella stessa piazza (appuntamento alle 8,30); e infine, gli uomini del carroccio hanno chiamato tutti ad una marcia sulla Prefettura, a chiedere risposte concrete. 
Morale? Poco prima di mezzogiorno la pasionaria era sparita, forse (consentiteci la battuta) per uno snack prima del lungo digiuno; sulla ss 106 c’era un mio amico e qualchedun altro con le bandiere sul viale dell’amore; trattore e carriaggio erano sulla via del ritorno alle 12.30 circa; e della mattinata del lunedì non ci è pervenuta notizia. Diecimila o cinquemila che siano state le presenze alla manifestazione, poco importa. 
La storia c’insegna che anche una minoranza (1789, 1860 o 1917) può sovvertire l’ordine delle cose. Ma stiamo parlando di una formazione preparata, motivata, radicata. Non di un circo Barnum. 
Pino Pantisano
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17. 28-09-2009 09:02
 
Esprimetevi
E' tutto assurdo con 628 utenti registrati, nessuno parla, scrive, commenta, si offende, si difende. 
Ma avete una "spina dorsale" o come dceva Totò: "Siamo uomini o caporali". 
 
E mentre nei CDA e nei CARA si accoglie di tutto e di più, gente di ogni risma e moralità lasciandoli liberi di andar per ogni dove, mendicando e vendendo il proprio corpo, a questo ragazzo che ha fatto più del proprio dovere, vorrei vedere cosa sarebbe accaduto alla ragazza se fosse stata sola o lui fosse scappato perché irregolare, invece oltre alla violenza fisica dovrà subire anche una violenza morale. Dove sono ora i paladini dei diritti umani? O il marocchino non rientra in quelli che pagano “soldoni” per venire e stare in Italia? Va bene che la legge è uguale per tutti, ma fino ad un certo punto, visto che in Italia i delinquenti e gli evasori fiscali che fanno danni peggiori patteggiano, o meglio, decidono loro qual’è la pena da infliggere. Aggiungo che probabilmente un italiano non si sarebbe comportato allo stesso modo. 
 
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo461412.shtml 
 
27/9/2009 Ultimo aggiornamento ore 13:39 
 
Bergamo,difende italiana: aggredito  
 
Marocchino denunciato perché irregolare 
 
Un marocchino di 14 anni è stato ferito con una coltellata alla schiena, dopo una lite per i troppi complimenti rivolti da un giovane alla ragazzina italiana che passeggiava con lui. Il marocchino è stato giudicato guaribile in pochi giorni, ma poi dovrà vedersela con la giustizia. I carabinieri lo hanno infatti denunciato in stato di libertà perché irregolare sul territorio italiano. L'aggressore, probabilmente un connazionale, è scappato. 
Tutto è successo intorno all'una e mezza di notte in via Foro Boario, nei pressi di un bar. Il ragazzo marocchino stava passeggiando mano nella mano con una coetanea italiana, quando si è avvicinato un altro giovane, probabilmente già maggiorenne ed extracomunitario, che ha cominciato a rivolgere complimenti sempre più pesanti alla ragazzina. 
Il marocchino quattordicenne lo ha invitato ad andarsene, ma poi è scoppiata una lite. Il ragazzino e la sua compagna hanno cercato di andarsene, ma a quel punto il più grande ha tirato fuori un coltello e ha colpito il quattordicenne alla schiena.
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18. 17-09-2009 14:11
 
Onore ai caduti...
Onore alle vittime dell'attentato di Kabul. 
Il tenente Antonio Fortunato, di Lagonegro (Potenza); del primo caporal maggiore Matteo Mureddu, di Oristano; del primo caporal maggiore Davide Ricchiuto, di Glarus (Svizzera); del sergente maggiore Roberto Valente, di Napoli, del primo caporal maggiore Gian Domenico Pistonami, di Orvieto; il primo caporal maggiore Massimiliano Randino, nato a Pagani (Salerno).
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antofranco85
19. 29-08-2009 17:20
 
ESTATE 2009!!! CHE VOTO GLI DATE???
ESTATE 2009!!! CHE VOTO GLI DATE??? 
 
Dai servizi ai divertimenti, dalle spiagge alle strade, i prezzi, l’accoglienza e quant’altro vogliate segnalare in positivo ed in negativo.
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20. 24-07-2009 08:37
 
Jacko: A certi livelli... tutto è possib
http://www.irispress.it/Iris/page.asp?VisImg=S&Art=46057&Cat=1&I=immagini/Spettacolo/Michael%20Jackson%203.bmp&IdTipo=0&TitoloBlocco=Focus&Codi_Cate_Arti=30 
 
FOCUS 
 
09/07/2009 - 13.00 
 
MORTE MICHAEL JACKSON: SPARISCE LA SALMA. E' SE FOSSE ANCORA VIVO? 
 
(IRIS) - ROMA, 9 LUG - A diciotto giorni dall'annuncio della morte di Michael Jackson, si fa largo l'ipotesi sulla messa in scena del decesso. Secondo il sito Tmz.com, che per primo diede la notizia della scomparsa del re del pop, Jacko potrebbe non essere morto ed il corteo funebre di martedì sarebbe stato un depistaggio: in quella bara, arrivata al cimitero di Forest Lawn e da lì ripartita per lo Staples Center, non c'era Jacko. 
A gettare un'ombra di 'Thriller' (per citare il più grande successo discografico di Jackson), sono una serie di domande rimaste ad ora irrisolte: cosa l'ha ucciso? Il corpo è davvero nella bara d'oro? Dov'è la bara? E ancora: nella serata del memorial un elicottero sarebbe atterrato in segreto a Neverland, ma anche lì non c'era il cadavere di Michael. Perché nessuno sa dove sarà sepolto? Jackson potrebbe quindi entrare nella lista dei miti scomparsi per scelta come Jim Morrison ed Elvis Presley. 
Intanto i fan si scatenano, blogger e venditori di favole alimentano scenari da complotto. Sul sito Newsflawour.com si legge: "E se fosse tutta una montatura?". Ieri, quest'articolo scritto il 26 giugno ha avuto 430mila contatti, perché non vedere significa sospettare e qui si capisce che Jacko non lo vedrà più nessuno. Sì, ma perché? Perché è morto davvero o perché è sparito come qualcun altro? Vogliono la prova che Michael non respiri più. "Allora vediamolo", scrivono. "Allora non c'è problema". Perché in alternativa Michael non è morto. La cosa viene ripresa anche altri come hecklerspray.com e retroyakking.today.com, tutti con un loro scenario e una loro possibilità, tutti convinti che ci sia qualcosa di strano. Convinti per fama e per affari. 
La chiave del mistero starebbe nei soldi (sia di Jacko che degli speculatori in cerca di pubblicità). Nel millantato caso della falsa morte del re del pop, la verità sarebbe da ricercare in una fuga dai debiti (500 milioni di dollari) di Michael Jackson, oppure per pagarli grazie alla morte. Nel corso di una riunione, lui, i parenti, i manager e qualche amico avrebbero complottato sulla scenario della morte. Cinque anni per progettare la fuga attraverso la fine tragica e solitaria: lo sbiancamento della pelle usato come movente per una potenziale malattia, le decine di operazioni come sintomo di un malessere psicofisico inarrestabile, le foto sulla sedia a rotelle come certezza della precarietà. Poi il giorno dell'annuncio del ritorno sulle scene per alimentare l'attesa e l'inizio della riscossa economica e, poco dopo, la data della finta morte. Compaiono 100 brani inediti (che da soli risanerebbero l'intero debito). Poi ancora il funerale: 12 giorni dopo il presunto infarto, per preparare tutto nei dettagli, per non sbagliare. 
A dispetto delle voci, comunque, il feretro Michael Jackson si trova attualmente a Forest Lawn, almeno per ora. Dopo l'omaggio postumo allo Staples Center, la salma è stata riportata nello stesso cimitero dove la famiglia aveva tenuto il funerale privato prima dell'omaggio organizzato nell'arena dei Lakers a Los Angeles. Il portavoce Brian Hill ha detto comunque che la salma non è stata interrata e la deposizione è "temporanea" in attesa che la famiglia prenda una decisione definitiva. Non si esclude la sepoltura a Neverland, che, secondo quanto ha detto uno dei fratelli, Jermaine Jackson, alla Nbc, sarebbe il luogo ideale. 
Marilena Vinci
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