| I nostri ragazzi e "Il Giardino delle Farfalle" |
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http://www.comune.isoladicaporizzuto.kr.it/index.php?mod=news&nid=46 03/01/2012 Inaugurato il “Giardino delle farfalle” in località Cepa Un giardino di farfalle sui terreni della ‘ndrangheta. Per dimostrare che cambiare si può, che un futuro diverso è possibile. Per seminare una speranza per il futuro, in località Cepa di Isola Capo Rizzuto c’è voluto un gruppo di bambini. E un giardino di farfalle. Tanti mesi di lavoro per dissodare il terreno, costruire le aiuole, realizzare i percorsi e poi piantare fiori, alberi e arbusti; e infine collocare tante, coloratissime, casette per le farfalle. Alla fine, però, il risultato è splendido. Poco più di un anno fa su quel terreno c’erano solo rovi. Dopo la confisca al clan Arena, e la consegna al Comune nel 2002, nessuno aveva mai voluto metterci mano. Fino a quando nell’ottobre del 2010 quegli otto ettari di terra fertile e ricca d’acqua sono stati assegnati ad un’associazione temporanea di scopo, incaricata di gestirli fino alla nascita di una cooperativa di giovani cui saranno affidati in via definitiva. Così parte di quel terreno sarà coltivata, parte sarà trasformata in parco botanico e laboratorio didattico. Il primo, più autentico passo in quella direzione è stato compiuto dai bambini. Trentadue studenti della scuola media Gioacchino da Fiore, plesso di Le Castella, che con le insegnanti Francesca Pellegrino, Elisabetta Caterina e Bersina Trocino, e con Umberto Ferrari di Libera e Silvio Cimbalo di Legambiente, hanno ideato e realizzato “Il giardino delle farfalle”. “Qui, oggi, si sta seminando il futuro – ha affermato il prefetto di Crotone Vincenzo Panico, poco prima del taglio del nastro per l’inaugurazione – Questo giardino è un segno importante, che stiamo lasciando su un territorio difficile. A dimostrazione del fatto che cambiare si può”. Francesca Pellegrino, la docente che con il sindaco di Isola ha avuto l’idea, e poi l’ha realizzata, ha donato al primo cittadino Carolina Girasole un sacchetto di semi. “Per piantare i fiori per le farfalle – ha spiegato – che sono simbolo di bellezza e di libertà; ma soprattutto per piantare i semi della cultura e di un futuro migliore”. “Coinvolgere i giovani in tutti i nostri progetti – ha aggiunto Girasole - e in questo in particolare, è stata una scelta ben precisa. Perché così possiamo costruire insieme un futuro diverso. Vogliamo fare di questo terreno un simbolo, trasformarlo in un laboratorio culturale, in un punto di partenza per dare il via ad un nuovo corso per il nostro territorio”. “Un progetto semplice ma di grande ricchezza morale” l’ha definito il dirigente scolastico della Gioacchino da Fiore, Giannino Russo. Anche perché si è trattato di un modo nuovo per fare ai ragazzi lezioni di legalità. Non più solo nelle aule o nei commissariati, ma sui luoghi della ‘ndrangheta. Sui terreni confiscati, lungo una costa che la malavita vorrebbe finire di depredare, a raccontare storie e fatti che così prendono corpo e colore. E si ricordano meglio. Tanto che la giovane e spigliatissima Dalila, intervenuta a nome di tutti gli studenti, ha concluso: “Siamo felici e orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Ci siamo divertiti moltissimo e abbiamo imparato tantissime cose. Che la mafia è prevaricazione, è sopruso; e che per sconfiggerla bisogna impegnarsi in prima persona fin dalle piccole cose, e soprattutto stare vicino a tutti quelli che sono soli o in difficoltà”.
http://www.crotoneok.it/grande.asp CROTONEOK – IL GIORNALE DI INFORMAZIONE 17 DICEMBRE 2011 - N. 48 Cultura&spettacolo pag. 11 Il progetto “il giardino delle farfalle” è nato sui terreni confiscati alla ‘ndrangheta Un sogno che si è trasformato in segno Sterpaglie e fango, siringhe ed erbacce hanno lasciato il posto al giardino delle farfalle. Un progetto realizzato, sui terreni confiscati alla ‘ndrangheta, dagli studenti della seconda e terza media della Gioacchino da Fiore, di Le Castella, coordinati dalle insegnanti Francesca Pellegrino, Bersina Trocino e Caterina Elisabetta. Il giardino delle farfalle è il progetto che questa scuola ha voluto presentare al concorso nazionale “un sogno che diventa segno”. «E tra più di 500 progetti, siamo arrivati secondi» ci racconta Leonardo, uno dei due studenti che è potuto andare a Roma alla premiazione. Sono proprio i protagonisti di questo progetto, gli studenti, a raccontarci le loro esperienza. Raffaele detto “il professore”, ci descrive il lavoro fatto, ci spiega le prime escursioni alla “Cepa”, una vecchia cisterna, sorta accanto ad un palazzo del settecento, ma entrambi abbandonati nel degrado e nell’erbacce. Il lavoro di pulizia della zona «le prime escursioni erano un po’ noiose, dovevamo pulire ». I ragazzi hanno maturato piano piano la consapevolezza di quello che stavano facendo. In aula, poi, adibita a laboratorio la preparazione del semenzario, «abbiamo studiato le piante - continua il professorino - per capire quale avrebbero attirato di più le farfalle». E poi il lavoro sul terreno, cercando di recuperare tutto il materiale, senza buttare nulla. E così gomme d’auto diventano ornamenti colorati, una vecchia corda si trasforma nel passamano che accompagna i percorsi. E la vecchia “Cepa” diventa un orto botanico, donato dai ragazzi agli alunni delle scuole elementari, alla cui nascita tutti hanno dato il proprio contributo «Eravamo divisi in squadre di lavoro – conclude Raffaele - ed ognuno aveva un compito ben preciso ». Cos’è rimasto a questi ragazzi? La consapevolezza di aver fatto qualcosa di importante «in un posto dove prima si facevano cose illegali - ci dice Dalila - noi abbiamo costruito qualcosa di bello». Ramona assicura che «una volta al mese ci occuperemo della cura del giardino». Ora attendiamo le farfalle, la prima è arrivata il giorno dell’inaugurazione, trasformata in una vera e propria festa, con l’apporto dei genitori. «Abbiamo cercato - dicono le insegnanti - di insegnare il valore della legalità tramite il lavoro manuale, e forse ci siamo riuscite». G.Turino
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| Ultimo aggiornamento ( giovedì 05 gennaio 2012 ) | |||||||
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