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Promuovere la coscienza turistica PDF Stampa E-mail
Come accade ogni anno a poche settimane dall 'inizio della stagione turistica, anche quest'anno ha preso il via il dibattito sul futuro turistico di questa o quella località, di questo o quel territorio. Sui giornali spuntano articoli di proposta o di protesta, si organizzano dibattiti e tavole rotonde, tutti si improvvisano esperti in materia. Trascorsa l'estate (siamo agli sgocccioli) si ritorna in letargo fino alla primavera inoltrata per poi risvegliarsi nuovamente in preda al panico.
Intanto gli anni passano, i problemi si aggravano e le soluzioni stentano a prendere corpo. Quasi sempre gli unici provvedimenti presi mirano alla promozione delle destinazioni, al marketing esterno, alla pubblicità. Ma il problema di fondo resta, perché lo sviluppo turistico di una località piuttosto che di un territorio non può prescindere da un aspetto fondamentale che viene puntualmente disatteso: la promozione della coscienza turistica.
Il problema del turismo in Calabria e soprattuto nella nostra provincia (krotone) non è dato dal fatto che i turisti non vengono ma dal fatto che i turisti non tornano. Le cause? Mancanza di professionalità, improvvisazione, scarsa capacità di accoglienza, scarsa dimestichezza con il marketing.
Il prodotto turistico è un prodotto ad alta componente umana perché acquistare un prodotto turistico significa acquistare servizi, prestazioni e atmosfera. Questo significa che il turista che visita un territorio non entra in contatto esclusivamente con gli operatori professionali quali il ristoratore, l'albergatore e la guida turistica ma interagisce anche con l'edicolante, il farmacista, il benzinaio, i residenti. In quel momento ciascuno di essi rappresenta un addetto di quel metaforico hotel che è il territorio.
Ecco perché la realizzazione di un progetto di marketing interno, volto alla promozione della coscienza turistica tra gli imprenditori, la popolazione e le scuole che insistono in un determinato territorio, costituisce un obiettivo fondamentale di qualsiasi politica turistica seria.
Se, infine, pensiamo che costa dalle 6 alle 7 volte di più acquisire un nuovo cliente (perchè bisogna spendere soldi in promozione) che fidelizzarne uno già acquisito capiamo come possa essere strategica la scelta di attuare una politica di marketing interno.
Questo è il primo concreto progetto che propongo di discutere istituendo un  tavolo di lavoro dedicato al turismo.
mi sento anche io responsabile di tutto ciò perché  credo nel connubio tra TURISMO, ARTE, CULTURA, FORMAZIONE, PUBBLICA ISTRUZIONE, a differenza dei nostri bravi assessorati.
Lo faccio perchè attorno a tale materia vedo solo un azzannarsi tra associazioni ed una sonnolenza istituzionale favorevole all'equivalenza CULTURA= SPETTACOLO (niente di piu' falso). A presto    
Fatemi sapere cosa ne pensate.
                                                                                                                Claudio greco
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Commenti (7)
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1. 14-09-2007 19:52
 
ok...per me va bene, se ci sono le richieste, ci dobbiamo mettere daccordo sui tempi, sull'organizzazione e sui contenuti. per quanto riguarda la quota di iscrizione simbolica...possiamo utilizzarla per istituire borse di studio per i ragazzi delle scuole medie ed elementari per merito e reddito..per il locale non possiamo utilizzare la Parrochia? o "gli dobbiamo pagare l'affitto?"....ok ci becchiamo per il paese
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giuseppe.pennisi
2. 14-09-2007 14:36
 
Anche io sono a diposizione
Come il mio amico Giuseppe, anche io sono a disposizione per organizzare un piccolo corso di marketing, scrivete alla redazione del sito per avere maggiori informazioni. 
Ovviamente caro Giuseppe, i commercianti potranno partecipare versando una piccola quota che ci permetta di pagare l'affitto dell'aula ed il materiale didattico, io e te non prendiamo una lira, sappilo da ora......se teniamo alla nostra frazione cominciamo da quì.
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3. 11-09-2007 09:26
 
proposta
ciao a tutti, se ci sono intenzioni serie, in quanto non ho intenzione di perdere il mio tempo inutilmente, se ne può parlare di un corso manageriale, d'impresa, marketing, consumer behavior, gestione degli acquisti e tanti altri, studiati ad hoc per categoria e per rispondere alle esigenze del territorio, insieme a qualche corso di inglese-commerciale di base sempre studiato ad hoc, come anche di tedesco, se chi di dovere ne individua l'utilità e l'esigenza posso mettere a disposizione la mia conoscenza.
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4. 07-09-2007 14:24
 
Il Management Know
La cooscenza manageriale non deve e non può mancare dove esiste un'attività, dove tu possiedi un'impresa. Che sia il piccolo ristorante gestito dai 4 familiari, o il grosso albergo con 100 camere da letto, la prima cosa da fare e subito, è quello di pensare alla prorpia formazione manageriale. Da noi c'è gente che non tiene addirittura una prima nota aggiornata della prorpia attività per sapere in tempo reale come procedono i conti durante la stagione stiva, figuriamoci il pensare al customer loyalty, come dice bene Giuseppe. Claudio ha pienamente ragione, tutti pensano a spennare il turista ora e subito, domani è un altro giorno. Ma pensiamo davvero che il turista sia infinito ? Purtroppo mi spiace dirlo, ma la dove il commerciante castellese non vuole mettere mano al proprio portafoglio, dovrebbero essere gli enti locali a chiedere ed ottenere dei corsi di un certo livello, per formare gli imprenditori locali. Molte persone farebbero volentieri un corso che miri alla gestione della propria impresa o come minimo alla gestione dei moduli aziendali che la compongono. Ad esempio questo inverno è stato tenuto un corso informatico diretto ai commercianti, molti di loro quest'anno nel proprio negozio hanno avuto ed usato un pc. I posti erano limitati e altri non hanno potuto permetterselo se pure economico. Chi sostiene la formazione dell'imprenditore locale ? Chi spiega loro cos'è la customer loyalty, come si produce una minima paginetta publicitaria del proprio locale da lasciare al cliente dopo averlo fatto cenare senza spennarlo, che indichi qualche luogo bello da vedere e che in fondo siano riportati i numeri utili oltre che quello del proprio locale in testa con il proprio loghetto ? Quanti di loro sanno che il proprio loghetto ben fatto e studiato e chiamato "Brand" e oggi non costa nulla averne uno da mettere quì e lì, così che richiami alla mente un'attività ? Sentiamo . . . .
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Pippo
5. 31-08-2007 16:48
 
...ma attenti agli interessi...
...in quanto in ogni cosa che si farà e si proporrà c'è sempre qualcuno che cerca di sviare le belle idee e i buoni propositi verso i propri profitti personali...e in queste bisogna essere bravi, e quindi ad evitare tutto ciò...speriamo bene :-) 
Comunque anche io pienamente d'accordo e completamente disponibile a collaborare.
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hunterbit
6. 31-08-2007 15:02
 
Progetto sacrosanto
Mi trovo in perfetto accordo e in sintonia su tutti gli aspetti esplicati molto chiaramente e realisticamente, non si può aggiungere altro, se non buttarsi, IMMEDIATAMENTE, a capofitto in questo progetto e prontissimo a collaborare.
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7. 31-08-2007 12:40
 
scuola serale per tutti!!!!
In una realtà povera culturalmente come la nostra è normale e naturale, se non giustificabile, la mancanza di una ampia cultura di impresa turistica, diffusa fra la gente, e tra la gli amministratori, del nostro territorio. A Le castella tranne alcune attività STAR, le altre sono tutte “vacche da muingere”, attività da spremere al massimo senza preoccuparsi delle conseguenze, si preferisce un euro oggi, e si rifiuta una rendita perpetua. La customer loyalty ( la fedeltà del cliente) rappresenta un processo lunghissimo, “non l’acquisizione di nuovi clienti, ma il mantenimento di quelli esistenti” è il cuore del nuovo marketing. 
 
Giuseppe Pennisi
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